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La Dama Velata in Nero Gli spettri del Parco Sempione

Parco Sempione, Piazza Sempione, Milano (MI)

La Dama Velata in Nero

Parco Sempione, Piazza Sempione, Milano (MI)
Accesso al luogo: Pubblico
Stato di Conservazione: Ottimo
Accesso con animali: consentito

Tag: dama, fantasmi, lussuria, morte, nebbia, parco, rapimento, velo, villa

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Ingresso Castello Sforzesco Milano

Nel centro di Milano c’è un grande parco che racchiude l’antico Castello Sforzesco, nel quale ha vissuto anche Leonardo da Vinci.
Molti sono i misteri che avvolgono le rocche di questo tipo, leggende per lo più di lunghi sotterranei che conducono fuori dalle mura della città, percorribili a cavallo dal signore del feudo per mettersi in salvo, e naturalmente anche la rocca sforzesca non è esonerata da questa credenza. Secondo antichi racconti i sotterranei, oltre che raggiungere la rocca di Vigevano per consentire un’eventuale via di fuga sicura agli Sforza nel caso di assedio (circa 40 km di vie sotterranee), venivano anche utilizzati per nascondere personaggi scomodi, prigionieri di guerra, rinchiusi nelle terribili sale di tortura. Sembra che alcune segrete fossero collegate al fossato, dove vi erano delle micidiali carpe e che all’occorrenza potevano essere allagate. Qui sotto sono custoditi secoli di storia e repressione, mappe antiche e segreti indicibili, essi purtroppo sono negati al pubblico. Torniamo ai nostri spettri:

A cominciare dal parco del castello, ovvero Parco Sempione, questi sembra popolato da quattro diversi misteri:

La duchessa triste, la salutista impertinente, l’ombra della strega e la dama in nero.

Il primo fece la sua apparizione sul finire dell’800 e cominciò a circolare il racconto di una donna misteriosa con il volto velato che faceva impazzire d’amore i giovani attraenti che si trovavano a passare lì la notte.

La leggenda in dettaglio

Tutto ebbe inizio quando il parco che oggi sta tra il Castello Sforzesco e l’Arco della Pace era appena sorto, occupando una parte del “barco” ducale visconteo. I racconti che vari testimoni diffusero per le vie della città erano tutti molto simili tra loro.

Fu proprio la somiglianza tra le molte versioni dei fatti che fece prendere sul serio il racconto, tanto che vennero organizzate vere e proprie spedizioni per trovare la Dama, senza avere successo, ed alcuni sostengono che la villa ora inesistente fosse ubicata all’incrocio con via Paleocapa.

Questi testimoni raccontano che nelle sere di nebbia, specie d’inverno – quando il parco è quasi deserto ma ancora qualcuno lo attraversa per tornare a casa – capita di sentire odore di violette. Un odore difficile da sentire in pieno inverno e sopratutto in quel luogo. Pochi istanti dopo, una figura dai contorni confusi appare in lontananza e comincia rapidamente ad avvicinarsi. Più si avvicina, e più la figura diventa distinta, si notano il lungo vestito ed il velo nero ricamato riccamente con perle e pietre preziose che le copre il viso. Mentre avanza con passo elegante, è sempre più evidente che sotto quelle vesti si nasconde una donna bellissima, che si arresta a pochi centimetri dal volto di chi le sta davanti, lasciandolo come ipnotizzato e per nulla spaventato.

La dama a questo punto porge la mano, pallida e gelida. Chi la raccoglie viene come trasportato in un’altra dimensione, forse in un’antica scena passata per i sentieri nascosti del Parco, sentieri che tutti i testimoni raccontano di non aver mai visto prima, dentro a una nebbia sempre più fitta. Fino a raggiungere il cancello di una grande villa.

parco sempione milano ponte delle sirenette

Ponte delle Sirenette (Parco Sempione)

Il fascino della donna è irresistibile, nonostante essa lasci trapelare una profonda tristezza mentre afferra una grossa chiave arrugginita con cui apre il cancello. All’interno della villa numerose candele illuminano le pareti listate a lutto, mentre la dama in nero accompagna il suo ospite tra saloni di marmi e stucchi fino a un grande salone dal quale proviene una musica innaturale.

In un angolo, infatti, un’orchestra suona; la dama trascina il suo accompagnatore in un vortice di danze, ammaliando e ipnotizzando l’ignavo ospite, ormai completamente in balìa del suo volere. Dopo ore di danze, la dama accompagna l’uomo in un sontuoso letto, dove si spoglia mostrando il suo bellissimo corpo ma senza mai scoprire il viso dal velo.

I due giacciono insieme in un turbinio di sfrenata passione. Solo dopo l’amplesso l’uomo riesce a trovare le forze ed il coraggio di alzare quel velo che la donna mai si era tolta, scoprendo un teschio con le orbite vuote che lo fissano negli occhi. La scoperta tremenda mette in fuga tutti gli uomini dalla dama in nero, che mai cercò di trattenerli, sapendo che sarebbero sempre tornati a cercarla.

Infatti, secondo la leggenda, tutti gli uomini vittima della dama perdono il senno e conoscono un amore così forte da portarli alla pazzia, tanto da trascorrere il resto della vita cercando di ritrovare quella grande villa dove avevano ballato e fornicato con la dama in nero; altri invece si ritrovano a vagare in stato confusionale al mattino seguente sempre all’interno del parco, senza che si siano accorti dell’inesorabile passare del tempo.

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