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La Dama in Nero Pecco e lo spettro di Margherita Schiagno

Castello D'Arundello, via Arrondello, Pecco (TO)

La Dama in Nero

Castello D'Arundello, via Arrondello, Pecco (TO)
Accesso al luogo: Privato
Stato di Conservazione: Buono
Accesso con animali: da verificare

Tag: dama, spettro, tenzone, tradimento

Pecco (Pech in piemontese) è un comune italiano di 223 abitanti in provincia di Torino, Piemonte.

Castello d’Arundello

In Valchiusella, nel Castello d’Arundello a Pecco, ci viene segnalato lo spettro della “Dama in Nero”.

Sembra si tratti del fantasma di Margherita Schiagno, che nel 1495, promessa sposa al rampollo della famiglia Griva, preferì fuggire a Torino con un giovane contadino del luogo molto più attraente di cui si era innamorata. Dopo lunghe ricerche, i due fuggitivi vennero rintracciati e il giovane fu condannato, mentre Margherita fu ricondotta al castello di Pecco.

Il padre riuscì a convincere ugualmente il nobile Griva a sposarla, visto che era rapito dalla bellezza della ragazza ribelle, anche se sapeva che il cuore di Margherita  non poteva essere suo, così si trasferì al castello di Pecco per stare con la sua attraente e giovane sposa. Margherita però gli fu infedele molte volte e gli mise ‘più corna di un cesto di lumache’. Un giorno però il marito scoprì la sua ultima tresca con il conte Cortina di Malgrà, un ricco proprietario terriero di Lugnacco. Il Griva fece rinchiudere l’infedele moglie nella torre alta del castello e si recò dal conte per sfidarlo a duello; ma questi, reticente alla tenzone, fuggì nei boschi per trovar rifugio in un casolare abbandonato. La sua fuga fu breve, venne braccato e costretto a battersi alle armi. Mentre il duello incalzava sotto i feroci colpi del Griva, il giovane per non inciampare fu costretto ad arretrare sempre più, così indietreggiando arrivò al bordo di un precipizio e sotto l’ultimo affondo di spada il ragazzo compì un involontario salto nel vuoto che gli fece perdere la vita.

darundello pecco

Castello d’Arundello

Margherita venne lasciata rinchiusa nella torre e volontariamente dimenticata e lasciata morire di fame.

La prima volta che il suo spettro è stato notato risale alla fine del 1600 mentre si aggirava con sicurezza per le sale del castello. Chi la incontrò nel castello pensò ad un ospite come tanti e la descrissero come molto bella ed elegante; poi passò molto tempo dalla sua riapparizione. Circa un secolo dopo, chi affittò il maniero per viverci racconta di aver visto la “Dama in Nero” seduta su una poltrona della sala adibita ai ricevimenti, mentre guardava con aria triste fuori dalla finestra e tormentava nervosamente un fazzolettino.

Costui, sorpreso di questa presenza che non sembrava un fantasma, volle chiedere alla donna cosa faceva in casa, come era entrata, ma lo sguardo imperioso con il quale la dama lo fissò, lo intimidì a tal punto che non poté fare a meno di tornare sui propri passi e uscire dalla stanza senza battere ciglio. Fattosi coraggio e riaperta la porta della stanza, ebbe la sorpresa di non vederla più. La bella Margherita era scomparsa. Voci di “corridoio” dicono che la fanciulla fu avvistata fino ai primi del ‘800 e da lì nessuno ha mai più raccontato o avvistato la nostra Dama in Nero.

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Misteri dell'autore: 92

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