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Il #mistero della #Mummia delle San Pedro Mountains e le #leggende degli #indiani d’America

Nel 1932, all’interno di una grotta sigillata fu trovata la mummia di un minuscolo uomo, di 340g e alta 16,5cm. Ancora oggi resiste il mistero

Nell’ottobre del 1932, mentre scavavano in cerca di oro nelle San Pedro Mountains, in Wyoming, due cercatori, Cecil Mayne e Frank Carr, fecero esplodere parte di una spessa parete di roccia in cui continuava una grande vena di oro. Quando la polvere si calmò, videro un varco che portava dentro una piccola stanza, alta e ampia circa 1,2 metri e profonda 4,5 metri. I due affermarono di aver visto la mummia di una persona minuscola in quella stanza.

Le foto e un affidavit lasciano pochi dubbi sul fatto che la scoperta sia stata reale. L’affidavit, datato 13 novembre 1932 e firmato da Cecil Mayne, riporta che la mummia è stata “trovata in una grotta sigillata su una sporgenza di roccia a circa 76cm dal suolo… non c’era nient’altro nella grotta”. Invece dell’oro, all’interno di una piccola stanza c’era la mummia di un minuscolo uomo con la pelle marrone e raggrinzita e braccia e gambe incrociate, alta solo 16,5cm e dal peso di soli 340g circa. La sua altezza totale poteva essere di 35cm. Il cranio era appiattito, gli occhi all’infuori, la bocca grande, le labbra sottili e il naso piatto, come mostrano le foto contenute nella gallery scorrevole a corredo dell’articolo. Le sue origini rimangono ancora un mistero.

Solo le storie del folklore delle tribù locali degli indiani d’America potrebbero essere correlate alla mummia. Nelle loro storie, ci sono piccole persone con poteri magici o poteri guarenti. Ci sono anche leggende tra queste tribù sui “Nimirega”, cioè “persone minuscole” o “piccoli spiriti”. Altrove, il folklore ne dà una versione differente e queste “persone minuscole” sono descritte come un nemico degli indigeni americani che li attaccava con frecce avvelenate.

La mummia, che è stata chiamata Pedro in onore del luogo in cui è stata trovata, ha attirato molta attenzione dai media e dal pubblico. Gli scienziati hanno voluto studiarla, alcune persone erano convinte che fosse un piccolo indigeno americano e gli scettici volevano provare che l’intera storia fosse una bufala. Pedro era incredibilmente conservato con una sostanza gelatinosa che ne copriva la testa, i denti ancora tutti in posizione e persino le unghie visibili. Gli studi hanno dimostrato che sono stati utilizzati dei liquidi per la conservazione del corpo. La prima impressione era che Pedro fosse la mummia di una persona minuscola e molto vecchia. Tuttavia, dopo gli esami a raggi X, è emerso che all’interno della mummia c’era uno scheletro simile a quello dell’uomo, quasi completamente formato, e che non era affatto il corpo di una persona anziana. Era invece un bambino anencefalico, che significa che al corpo mancava una grande porzione di cervello, cranio e cuoio capelluto. Alcune ossa erano rotte, come il cranio, la colonna vertebrale e la clavicola. Queste ferite e il sangue rappreso sul cranio fecero pensare ad una morte violenta.

Dopo essere stata scoperta, la mummia finì in un negozio, dove fu messa in mostra come attrazione per qualche anno. Poi un uomo d’affari del Wyoming, Ivan T. Goodman, la acquistò. Alla sua morte, finì nelle mani di uomo d’affari di New York, Leonard Wadler, e da allora la sua ubicazione rimane sconosciuta. Finché non riapparirà di nuovo, sarà impossibile sapere se è reale. E se lo è, l’obiettivo principale è quello di trovare l’età e la nazionalità della mummia. Gli strumenti che abbiamo a disposizione oggi riuscirebbero a dare risposta alle moltissime domande su questo strano ritrovamento ma con la scomparsa di Pedro, resiste ancora un grande mistero.

di Beatrice Raso 

Sorgente: Meteo Web

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