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La fata Bema La Veggente del Castello di Montechiarugolo

Castello di Montechiarugolo, Via Roma, 5, Montechiarugolo (PR)

La fata Bema

Castello di Montechiarugolo, Via Roma, 5, Montechiarugolo (PR)
Accesso al luogo: Pubblico
Stato di Conservazione: Ottimo
Orario: da marzo a novembre: domenica e festivi 10 -12 e 15-18. - da Marzo a Maggio apertura anche il Sabato pomeriggio ore 15-18.
Accesso con animali: da verificare

Tag: amore, castello, chiaroveggenza, fantasma

Tutto cominciò il 13 dicembre 1593, giorno di Santa Lucia, e come di consueto il paese di Montechiarugolo (Parma) era in festa: per celebrare la santa si teneva infatti una fiera con saltimbanchi, giocolieri e attrazioni da ogni dove. Al castello il conte Pomponio Torelli aveva invitato il duca di Parma, Ranuccio I Farnese con tutto il suo seguito.

Quel giorno in paese risplendeva un magnifico sole, così l’entourage decise di far un giro in campagna per una battuta di caccia al cinghiale, ma il più piccolo dei rampolli Torelli, Pio, al rientro dalla battuta decise di deviare per la fiera che stava allietando il paese, dove scorse tra tante giovani proprio lei, la bella Bema.

Sembra che la Bema, a differenza di quello che dava a vedere, non fosse una zingara comune, ma una ragazza di nobile stirpe caduta in disgrazia. Una volta rimasta sola, decise di affiancare il suo ex servitore, tal Max, e con lui cominciò a girare la penisola come saltimbanco; grazie alle pratiche divinatorie apprese e ad un dono speciale ricevuto alla nascita, cominciò a leggere e predire il futuro, sia nelle carte che come sensitiva e così iniziò a farsi conoscere diventando un’indovina molto nota ed apprezzata.

Il giovane Pio, pur di conoscerla e parlare con lei, si avvicinò per un consulto, e senza scendere da cavallo si rivolse a lei: “Bella Fata, che cosa vedi nel mio futuro?”

Bema cadde in trance e con diciotto anni d’anticipo vide la disgrazia:  “Vedo le vostre teste galleggiare in un mare di sangue!” Esclamò, tra lo scompiglio generale dei presenti.

Nessuno di loro era a conoscenza che il duca Ranuccio fosse terrorizzato da tutto ciò che era stregoneria, magia e per tutto ciò che riguardava l’occulto, tanto da fare voto alla Vergine di sterminare tutte le streghe dal paese. Infatti ordinò immediatamente l’arresto della ragazza e la sua reclusione nel carcere della Rocchetta. Pomponio, letterato ed erudito qual era, e con la sua fama di uomo buono e sapiente, non poté accettare che nelle sue terre fosse consumata una simile ingiustizia, così segretamente riuscì a  farla fuggire dal carcere e la prese sotto la sua custodia al castello, finché le acque non si fossero calmate. Durante il soggiorno al castello Bema e Pio cominciarono ad innamorarsi, ma la giovane sapeva bene che non avrebbe potuto trascorrere la vita con l’adorato, per tante ragioni, ma la più importante era dovuta alla sua premonizione di quel famoso giorno di Santa Lucia. Dopo la morte di Pomponio, Pio cadde nella congiura contro i Farnese e morì decapitato il 18 maggio del 1612. Dopo tale fatto, la ragazza lasciò il castello e tornò a fare le sue divinazioni. Oggi il fantasma della Bella Fata sembra appaia ai giovani fidanzati e ai promessi sposi, per guardare al loro futuro di coppia e anche a coloro che piangono per amore, per dare consigli utili a superare il brutto momento e per incoraggiare il loro spirito.

L’unico ritratto che ci resta di lei la ritrae a mezzo busto, di profilo, che fissa assorta l’orizzonte, bella come il sole stesso. Si dice che nella notte del 18 maggio (la data della decapitazione di Pio Torelli) nelle stanze private del castello, dove sono conservati in una teca i resti della fanciulla, appaia il suo fantasma.

 

Telefono: 0521 238087

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