Castelpagano si trova nel comune di Apricena (Fg), all’interno dei confini del Parco Naturale del Gargano. La sua storia è ambientata nel Gargano intorno all’anno 838 d.C., durante le prime invasioni dei Saraceni lungo le coste del promontorio. Questo periodo storico è caratterizzato da saccheggi, incursioni e conflitti tra i Saraceni, che erano giunti da oltremare e sbarcati a Siponto, e i dominatori Longobardi, che erano scesi in Italia dall’Europa Centrale. In questa regione della Puglia coesistevano due popolazioni con culture, usi, costumi e tradizioni profondamente diverse: una di tradizione germanica e fede cristiana, e l’altra di tradizione araba e fede musulmana. Entrambe avevano l’intenzione di insediarsi e controllare la regione e il sud Italia.

Castel Pagano

Castelpagano si trova su una delle prime colline che si incontrano nel Gargano provenendo dal Tavoliere delle Puglie. Oggi, si possono ancora osservare le rovine di alcuni torrioni sulla rupe più alta. Il nome del luogo deriva dal fatto che gli Arabi, chiamati anche “infedeli”, costruirono un maniero medievale in questo luogo. Gli Arabi erano soliti costruire fortezze in luoghi difficilmente accessibili, e Castelpagano fu uno di questi casi. Dopo essere stati scacciati dai territori del Garigliano in Campania, alcuni gruppi di Saraceni giunsero nel Gargano, dove si insediarono sotto il comando del loro Principe, Mohan.

Secondo la leggenda, si narra che a Castel Pagano dimorasse Mohan, un valoroso e invincibile principe saraceno. Una volta stabilitosi nel nuovo territorio, istituì il suo feudo, governandolo e amministrandolo con saggezza. Mohan era temuto da tutti per la sua forza e amato da tutti per la sua bontà. Un giorno, Mohan incontrò una bellissima ragazza che dimorava in un maniero sito di fronte a Castel Pagano, proprio sul lato opposto della valle. Dolcebruna, così si chiamava la bellissima principessa cristiana, figlia del signore di Voltapianezza, abitante in una rocca sul Monte della Donna e tra le due colline, scorreva un torrente che attraversava i fitti boschi infestati di serpi, rovi e animali selvatici.

Il principe si innamorò immediatamente della bellissima ragazza e le chiese di sposarlo. Tuttavia, la famiglia della principessa era contraria all’unione a causa delle differenze religiose. Per evitare la furia saracena e impedire il matrimonio, escogitarono uno stratagemma. La condizione per il principe di sposare la principessa era quella di costruire un ponte fatto di pelli di animali da Castel Pagano fino al Monte della Donna. Attraverso questo ponte sulla valle, il corteo nuziale avrebbe potuto raggiungere Castel Pagano e celebrare il matrimonio. Il ponte doveva essere costruito con cuoio in modo da non dare riparo ai serpenti che terrorizzavano la principessa e le impedivano di attraversare la valle a piedi. Se il capo saraceno fosse riuscito a costruire il ponte, ciò avrebbe significato che Dio permetteva la loro unione e la benediceva. In caso contrario, Dio stesso avrebbe liberato il territorio dall’infedele.

Nonostante l’impresa estremamente ardua per l’epoca, il principe Mohan mise in moto ogni risorsa disponibile per costruire il ponte. Furono uccisi centinaia di animali per ottenere pelli di cuoio, e intere foreste furono abbattute per ricavare il legname necessario alla struttura. Tuttavia, nonostante il ponte fosse ancora in costruzione, la popolazione locale, affamata e priva di risorse, si trovò in estrema difficoltà e abbandonò il principe al suo triste destino, lasciandolo solo e senza aiuto.

Il principe Mohan si lasciò quindi morire adagiato su una rupe, con il volto rivolto verso la rocca della sua amata a Monte di Donna. Ancora oggi, al tramonto, quando il sole cala dietro le colline e un leggero vento si alza sulla valle, si può udire un suono, un lamento, che gli abitanti della zona attribuiscono al pianto di Mohan.

Come ogni leggenda, anche questa ha un fondamento di verità, dato che è storicamente accertato che in quella zona c’era una guarnigione saracena voluta da Federico II, così come il ritrovamento di una torre di avvistamento in rovina sulla piana di Voltapianezza, proprio di fronte a Castel Pagano.

AUTORE


Redazione MT

“Quella del mistero è la migliore esperienza che possiamo avere. È l’emozione fondamentale che veglia la culla della vera arte e della vera scienza.” — Albert Einstein



Tipologia : Personaggi / Fantasmi
Ubicazione : Europa / Europa / Italia / Europa / Italia / Puglia
Accesso : Pubblico
Stato di Conservazione : Rudere
Accesso con Animali : Da Verificare
Accesso con Disabilità : Non Accessibile
Raggiungibilità : A Piedi
Servizi Igienici : Non Accessibili
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