Santa Maria di Torba sorge sulle rive del fiume Olona, in una piccola altura ai piedi del Parco Archeologico di Castelseprio in provincia di Varese. Il monastero fu edificato nell’VIII Secolo, su resti di epoca precedente, risalenti al tardo Impero Romano.

Attualmente il fondo è di proprietà del F.A.I., Fondo per l’Ambiente Italiano, che lo ha restaurato completamente rendendolo fruibile ed accessibile al pubblico.

Monastero di Torba

Numerosi sono i misteri e le leggende che circondano questo monastero: Pier Giuseppe Sironi ne I Racconti di Torba (1994) riporta una leggenda secondo cui un brigante si insediò a Torba scacciando chi vi abitava prima dell’insediamento delle monache, iniziando a depredare i paesi circostanti. A nulla valsero gli interventi di vari mercenari ingaggiati dalla popolazione e lo stesso conte del Seprio perse la vita duellando contro l’invasore. Una giovane donna di nome Raffa escogitò allora uno stratagemma: si fece trovare dal brigante a fare il bagno nell’Olona e, quando questi la portò nel suo covo, lo accecò con del sale e prese a picchiarlo con un bastone. Tuttavia, l’uomo resistette ai colpi e inseguì la ragazza fino in cima alla torre, ove lei lo avvinghiò e si buttò nel vuoto con lui. Il brigante perse la vita mentre Raffa si salvò miracolosamente, e fece erigere presso la torre stessa una piccola cappella dedicata all’arcangelo Raffaele, ritenuto il proprio salvatore.

Ma questa storia non è l’unica che circonda di mistero il nostro monastero, infatti all’interno della struttura si trova una strana pietra scavata, che sembra sia stata usata come altare sacrificale in riti pagani, precedenti la venuta della religione cattolica in loco e la costruzione del monastero, con uno strano affresco raffigurante 8 monache, di cui 3 senza viso.

Affresco delle Monache

L’affresco raffigura un gruppo di otto monache in processione con sopra le teste otto sante, che si pensa fossero le protettrici delle stesse, o che fossero direttamente le stesse monache raffigurate nella visione celeste. A differenza dei 5 volti, che appaiono sbiaditi e semi cancellati dal passare del tempo, 3 non sembrano mai stati essere stati abbozzati e delineati, lasciando degli ovali completamente vuoti, privi di segni e completamente bianchi, al posto dei volti. Secondo alcuni studiosi sembrerebbe che una grande fessura, in concomitanza dei volti, abbia fatto filtrare nei giorni di temporale l’acqua sugli affreschi, favorendo così la rapida cancellazione. Ma un ragionevole dubbio ci pervade, pensando che anche il corpo stesso, oltre al viso, avrebbe dovuto subire la stessa sorte.

La leggenda narra che durante la realizzazione dell’affresco tre monache si allontanarono dal monastero per fatti ignoti, lasciando così incompleti i ritratti fino al loro ritorno, cosa però che non accadde mai, perché le monache non tornarono più; si dice che furono vittime di predoni lungo il loro cammino, e successivamente il monastero fu abbandonato. Le tre monache “senza identità” vagano ancora oggi per i campi di Torba nel tentativo di rientrare a casa e nel dipinto. Il giorno in cui ci riusciranno, avranno un’identità e troveranno pace, potendo finalmente accedere al Paradiso.

 

AUTORE


Redazione MT

“Quella del mistero è la migliore esperienza che possiamo avere. È l’emozione fondamentale che veglia la culla della vera arte e della vera scienza.” — Albert Einstein



Tipologia : Personaggi / Fantasmi
Ubicazione : Europa / Italia / Lombardia
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