IL mistero della tomba del Papa “amico del diavolo”

IL mistero della tomba del Papa “amico del diavolo”

imageNella Basilica di S.Giovanni in Laterano si trova la sepoltura di un Papa in odore di magia e addirittura di amicizia con il demonio. Dice la leggenda che da questo sepolcro trasudi umidità quando un cardinale sta per morire e sgorghi un rivolo d’ acqua gorgogliante quando è il papa che si avvicina alla morte. In questa urna giace il corpo incorrotto di Gerberto d’Aurillac Silvestro II, il primo papa francese malvisto dalla potente nobiltà romana. L’avventuroso Gerberto centotrentanovesimo papa della Chiesa, venne eletto nel 999 dopo Cristo un anno precedente alla grande paura dell’anno mille che avrebbe segnato la fine del mondo.

Silvestro era un uomo colto e studioso del sapere degli arabi. Era esperto in aritmetica, filosofia e astronomia. Era anche dedito dell’alchimia la “scienza del demonio” secondo la visione medioevale e secondo le convinzioni dei secoli successivi. Un papa misterioso vissuto in una società che riteneva le conoscenze scientifiche opera diabolica. E Silvestro presentava anche una personalità piuttosto singolare. In gioventù aveva appreso in Spagna l’uso dei numeri arabi (quelli che usiamo tuttora noi) e per entrare totalmente in quella cultura si era convertito all’islam divenendo musulmano e quindi apostata. Fu di conseguenza scomunicato.

Tuttavia in seguito abiurò dalla fede musulmana. La scomunica e l’abiura vennero cancellate e di nuovo in regola riuscì a farsi riammettere dalla Chiesa evidentemente allora non troppo rigida.

Per il legame con l’imperatore Ottone III del quale era stato precettore Silvestro poté varcare con facilità la soglia del pontificato. Fu il primo papa a chiedere una crociata che non si realizzò se non molti anni dopo. Intanto la sua fama di amico del diavolo si faceva sempre più forte tra il popolo di Roma. Si diceva che fosse in tresca con una strega, che avesse incatenato un demonio in una maschera d’oro e che ne venisse consigliato Lo si accusava di possedere un libro magico dotato di poteri esoterici. Inoltre sarebbe stato in rapporto intimo con la fata Meridiana della corte diabolica, lettrice del futuro gli aveva predetto un pontificato lunghissimo purché non avesse mai toccato il suolo di Gerusalemme.

Silvestro II non sapeva però che Elena la madre dell’imperatore Costantino avesse riportato dalla città santa alcune zolle della terra da Gerusalemme sulla quale aveva poggiato il piede il Cristo facendola porre nel tabernacolo della Basilica di S.Croce in Gerusalemme. Racconta la leggenda che Silvestro venuto a contatto con quella santa reliquia ebbe un malore e crollò al suolo. Morì così immerso nell’ultimo mistero, così come era sempre vissuto e aveva avuto fama.

 

Tratto da: Euroroma.net

25 Giugno 2016Ancora nessun commento

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