Borgone Susa, Torino, qui un antico insediamento viene chiamato “Bosco di Maometto”, questi secondo alcuni studiosi apparterrebbero all’antica città di Ramat, dispersa nei fitti boschi di quella valle.

Articolo Giornalistico

Secondo la leggenda, fu un contadino locale nel ottobre del 1974, durante dei lavori di dissodamento della terra, a lui appartenuta, a mezzo di palanchini, trovo una stanza sotterranea molto ampia e collegata a diverse altre strutture sotterrane, attraverso tunnel e passaggi di antica struttura che a dir loro si estendeva per chilometri verso e sotto la vallata tra Bussoleno e le ghiaie di Bruzolo.

Si dice che questi contadini, riuscirono a trafugare da queste stanze, numerosi antichi reperti di  grande valore, tra i quali si narra di un libro in oro massiccio, (Il Libro D’oro dei Druidi di Rama) contenuto in uno scrigno di pietra, forgiato con sessantasei lamine d’oro zecchino e legate tra loro da stringhe di pelle; su di esso erano incise strane lettere (forse in greco antico). Si crede che il libro fosse una specie di raccolta di leggende e avvenimenti “importanti” sulla città di Rama, da tramandare ai posteri, visto anche il materiale con il quale era forgiato; l’oro come si sa, non è soggetto al logorio del tempo, essendo fatto, come si credeva al tempo, della stessa sostanza degli dei.

Ovviamente del libro in se, non rimane che la leggenda, perché non si hanno tracce tangibili della sua esistenza, ma si dice che sia custodito ancora oggi da una setta segreta che difenda la memoria di questa stirpe.

A noi viene da pensare: Perché dei druidi debbano scrivere un libro d’oro in greco? che sia stata l’antica lingua usata nella città di Rama? Che sia vero allora, un altra tesi, che sosterrebbe che rama si stata fondata da Fetonte?

Secondo la leggenda Fetonte venne abbattuto da suo padre Zeus con un fulmine, perché disobbediente e che questi si schiantò con il suo carro d’oro sulla terra sopravvivendo allo schianto; e la leggenda che circola, vorrebbe che Fetonte si schiantasse proprio in Val di Susa. In questo caso si spiegherebbe la lingua Greca ed ecco spiegato anche il perché del materiale usato per tramandare gli scritti ai posteri.

Caduta di Fetonte – Litografia

Ma perché questa città mitica è scomparsa dalle carte per così tanto tempo, ammesso che i resti che troviamo in queste terre appartengano realmente a Rama?

Sembra che la città insediata ai piedi del Roc-maol in passato sia stata alluvionata e sepolta dai fanghi del torrente Chianocco e Bruzolo. La leggenda favoleggia anche la maestosità del complesso dei suoi edifici e non solo delle sue mura difensiva costruita con blocchi di 1 per 1,60 metri, ma anche della tecnologia usata per costruirla e l’utilizzo di macchine sofisticatissime per difenderla.

Si narra, anche, di un grande tesoro, protetto da un marchingegno diabolico in grado di piegare al suo volere gli elementi atmosferici, nebbie folte improvvise, temporali bruschi e irruenti e fulmini diretti su chi osasse avvicinarsi alle sue mura senza esserne invitato. Una tecnologia tanto sofisticata da avvicinarli, se non addirittura crederli, discendenti dell’antica stirpe superstite di Atlantide.

Qualcuno dice che di notte si vedano strane luci fosforescenti tra le sue rovine; che siano i rimasugli dell’energia che alimentava queste macchine favolose? perché questi Atlantidei superstiti, siano stati sterminati per la seconda volta? quale mai sarà stata la loro colpa agli occhi degli dei? decine le domande alle quali vorremo dare risposta ma non ci è dato saperlo, almeno fino ad ora, ma i misteri continuano ad infittirsi, sopratutto considerato il fatto, che in val di Susa, siano stati segnalati fin dall’antichità, avvistamenti ufologici intensi e che siano presenti, nel sottosuolo della montagna (monte Musiné) una base aliena sotterranea, ricca di cunicoli e grandi angar, – (ma questa è un altra storia)-. Che lo schianto de “il figlio di apollo”, in realtà fosse stato uno schianto di un Ufo come tanti suppongono, lasciando agli antichi abitanti la tecnologia, le conoscenze e oro?

Tra i resti della città troviamo un grande masso con numerose coppelle, sul quale è scolpita a circa tre metri dal suolo una curiosa effige di 80 per 65 cm, molto rovinata dalle intemperie. Alcuni pensano si tratti dell’immagine del profeta islamico Maometto (anche se la religione mussulmana, vieti di produrre immagini del profeta) attribuendola alle invasioni saracene avute in regione attorno al X secolo dopo cristo. Ma le datazioni del reperto l’attribuiscono a molto tempo prima, all’incirca attorno al II secolo dopo cristo. L’immagine raffigura in maniera antropomorfa, un uomo con mantello e un animale (cane) accucciato ai suoi piedi. In alto dentro al timpano di questa incisione possiamo scorgere dopo un attento esame, l’ipigrafe “Lucius Vettius Avitus”.

Il Maometto

Troviamo anche un altro grosso masso, sul quale sono presenti i progetti abbozzati di due grandi macine lasciate incompiute e mai staccate dal loro supporto originale.

Macine Incompiute

Comunque i misteri su queste rovine sono davvero tanti ma a testimonianza di tutto ciò ci sono svariate documentazioni fotografiche e qualche video che riprendono, parti di quelle mure poderose, celandone però la posizione geografica esatta impedendone uno studio attento e magari atto a dissipare questa intrigata matassa di leggende e supposizioni una volta per sempre; e se durante il vostro girovagare per la vallata doveste imbattervi nei suoi ruderi, fatecelo sapere con una posizione satellitare certa, così da poter andare a visitarle e magari studiarle.

AUTORE


Redazione MT

“Quella del mistero è la migliore esperienza che possiamo avere. È l’emozione fondamentale che veglia la culla della vera arte e della vera scienza.” — Albert Einstein



Tipologia : Luoghi / Luoghi Abbandonati
Ubicazione : Europa / Europa / Italia / Europa / Italia / Piemonte
Accesso : Pubblico
Stato di Conservazione : Rudere
Accesso con Animali : Consentito
Accesso con Disabilità : Non Accessibile
Raggiungibilità : A Piedi
Servizi Igienici : Non Accessibili
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